Titolo originale
Produzione USA
Anno 2004
Regia :: Zack Snyder
Interpreti :: Sarah Polley
:: Ving Rhames
:: Jake Weber
:: Mekhi Phifer
:: Ty Burrell
Genere Horror
Durata 97'
Produzione USA
Anno 2004
Regia :: Zack Snyder
Interpreti :: Sarah Polley
:: Ving Rhames
:: Jake Weber
:: Mekhi Phifer
:: Ty Burrell
Genere Horror
Durata 97'
Ottimo film.
Non ho visto l'originale ma questo ritorno del classico di George Romero (alla sceneggiatura), diretto dallo Snyder dei '300' spartani, per me è validissimo.
L'inizio è angosciante, improvviso e apocalittico, e prosegue tutto il film sulla linea del rasoio, con tensione alta.
Il film è 'cattivo', spietato, e approfitta dell'assurda situazione per mostrarci dinamiche sociali che fanno trasparire il messaggio del film: un monito sulla natura umana.
Il reverendo ci accusa di aborto e omosessualità, ma Snyder/Romero ci fa capire che la 'punizione divina' degli zombie è da attribuire a tutti gli altri delitti non citati che ogni giorno l'uomo commette.
Il male è dentro di noi, oramai pochi vanno in paradiso e i morti tornano da un inferno sovraffollato.
[SPOILER]
E ad un finale che pare consolatorio e pieno di speranza si contrappongono i titoli di coda con brevi clip che ci mostrano come invece non ci sia futuro.
Per quanto provati, cambiati, martirizzati o redenti non esiste un'isola di fuga dove gli uomini possano stare in pace. Le dinamiche, gli istinti e il male spunteranno sempre, prima o poi; poco importa di chi si è sacrificato (o è stato sacrificato) in passato per offrirci un 'mondo migliore' (chi i figli li ha persi e chi invece deve ancora averli).
Indicativo è il baby-zombie che non lascia speranza e che eredita tutto dai genitori. Portiamo in grembo il male, il peccato e l'amore di pochi non riesce a farci emergere dalla malattia di molti.
[/SPOILER]
Come il cult di Romero, Snyder ci mette di nuovo davanti ad uno specchio, con la paura della fame dei nostri simili, la paura dell'epidemia, l'ancestrale timore della morte e del dopo-morte.
Seppur con uno stile molto americano e hollywoodiano vengono trattate tematiche di ogni genere e molto delicate.
Un sottile velo di humor aleggia sopra tutto il film, lasciando inalterata però l'angoscia. Si sorride spesso ma sono brevi consolazioni.
Si è poi sempre tesi dall'adrenalina sempre in circolo, dalla curiosità di vedere come finirà questa storia senza speranza.
La regia è sapiente e sa gestire l'action in modo impeccabile.
A volte la 'sfiga' e la stupidità dei protagonisti è ricercata ma è uno dei classici ingredienti dell'horror (perchè buttarsi in mezzo a qualche centinaia di zombie per salvare il cane? Perchè scappare dagli stessi con un camion a 110 km/h per la città quando questi correranno al massimo a 50km/h, rischiando di cappottarsi tra le curve? E PERCHE' continuare a far guidare il secondo camion sempre al solito tipo che ha fatto l'incidente di 2 minuti prima?!).
Un film ben girato, che fa degnamente il suo molteplice lavoro sul lato dell'intrattenimento e su quello del remake di un classico con uno spessore e un messaggio ben precisi.
Voto della prima visione: 7.5